“Dare del gay non è un reato”
Corriere Adriatico: Articolo del giorno 24/02/2007 Cronaca di Ancona
La sentenza che ha assolto Svarca: “Il tono non era offensivo”
“Dare del gay non è un reato”
ANCONA - Non è reato dare del gay a qualcuno, se non lo si fa con tono discriminatorio. Possono costituire un precedente importante le motivazioni della sentenza con la quale il giudice monocratico Vinicio Cantarini ha assolto l’ex comandante dei vigili Dante Svarca accogliendo il suo appello contro la condanna al pagamento di 1500 euro inflitta dal giudice di pace per una lettera a Luciano Tittarelli che l’attuale numero uno della Municipale aveva ritenuto ingiuriosa. Uno dei passaggi incriminati era quello che chiamava in causa le inclinazioni sessuali del destinatario. “Se quel termine gay - sostiene il giudice - viene letto nel contesto del periodo in cui è inserito, si evince chiaramente come il senso, e valore, attribuitogli dall’imputato fosse tutt’altro che offensivo e denigratorio”. “Svarca precisava infatti - recita la sentenza - di essere laico, e apertissimo, di non giudicare i costumi sessuali di nessuno, aggiungendo anzi, di nutrire simpatia per Tittarelli. Giudizi e chiarimenti, che lumeggiano come Svarca, nell’utilizzo di quel termine, non fosse minimamente mosso da animus nocendi”. Né al giudice appare corretto “desumere il senso offensivo dell’espressione dal fatto che Svarca aggiunga che proprio tale sessualità gli avrebbe impedito una maggiore intimità (come amicizia) per la funzione pubblica rivestita”. Perché “se libero Tittarelli di avere il proprio costume sessuale, altrettanto libero Svarca di ritenere “inopportuno” stringere rapporti di amicizia troppo stretta con persona omosessuale”. E cioè “la libertà di manifestazione del pensiero, e sessualità, va riconosciuta a tutti, omosessuali come eterosesssuali”.
E.C. ,


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