Arcigay all’offensiva, alto numero di iscritti
Corriere Adriatico: Articolo del giorno 04/03/2007 Cronaca di Pesaro
Grande attesa per la marcia su Roma del 10 marzo Si organizzanobus-navetta
L’indignazione per la posizione dei partiti sui Pacs espressa dal presidente pesarese Pietro Dini
Arcigay all’offensiva, alto numero di iscritti
Emanuele Lucarini
PESARO - Gay, lesbiche, bisex e transgender pesaresi sul piede di guerra. Indignati al massimo grado con maggioranza e opposizione sulla questione dei Pacs o Dico (i diritti per le coppie di fatto) che tante critiche – per qualcuno intrusioni immotivatamente eccessive, per altri plausibile punto di vista – sta causando da parte della Chiesa cattolica.
L’Arcigay Agorà di Pesaro e Urbino, tra i più agguerriti e contestatori - sta organizzando dei bus navetta che prenderanno la via di Roma il prossimo sabato, 10 marzo (informazioni e prenotazioni, per chi volesse partecipare alla spedizione, allo 389/9725980. Le fermate dei bus per chi aderisce all’invito dell’Arcigay sono: piazzale Mercatale a Urbino ore 7, piazzale Carducci a Pesaro ore 7,30, Pincio a Fano ore 7,45). In quella data nella città eterna si ritroveranno gay e lesbiche provenienti da tutta Italia per una manifestazione a livello nazionale. A rivelare l’indignazione degli omosessuali pesaresi è Pietro Dini, il presidente dell’Arcigay Agorà che vanta qualcosa come 2.660 iscritti solo nella nostra provincia. “La nostra posizione è quella di considerare i Dico assolutamente insoddisfacenti – attacca Dini –. Ci sono almeno dieci ragioni che alimentano il nostro malcontento, a cominciare dalla comunicazione che, a differenza di quanto avviene nel matrimonio, è disgiunta.
“In altre parole - prosegue Dini - una persona può andare autonomamente in un ufficio comunale da dove parte una raccomandata che sarà spedita al compagno o alla compagna. In questo modo emerge la mediazione della mediazione con cui è nato questo disegno di legge voluto dal governo Prodi”.
Dini argomenta le proprie tesi: “E’ inaccettabile che l’opportunità di andare a trovare il convivente malato sia concessa a discrezione del singolo ospedale. Inoltre non ci soddisfa il fatto che la questione sulla reversibilità delle pensioni non sia stata trattata minimamente, ma rimandata a una riforma pensionistica successiva per non urtare chissà quale tipo di sensibilità”.
Il presidente dell’Arcigay Agorà continua il suo sfogo: “Non riesco a capire le motivazioni di tutto questo. La destra non aspetta altro che il governo Prodi cada, così fa ostruzionismo su ogni questione. La sinistra che io considero più illuminata è ostaggio dei compromessi fatti con la Margherita e l’Udeur. Senza parlare della Chiesa che non perde occasione per far sentire la propria voce intrusiva non capendo che noi non vogliamo mettere in crisi l’istituzione della famiglia”.
Qualcuno si oppone ai Dico temendo che il loro riconoscimento possa essere il primo passo verso l’istituzione del matrimonio tra omosessuali o la possibilità di adozioni da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso. Ma il presidente dell’Arcigay Agorà Pietro Dini pronuncia parole nette: “Come dice spesso Buttiglione, in molti mentono sapendo di mentire. E’ assurdo che tante persone parlano senza sapere di cosa stanno parlando, ma per pura demagogia. Il matrimonio tra gay e le adozioni? Per ora non sono cose che ci interessano”.


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