Il Registro delle unioni civili divide la maggioranza

Corriere Adriatico: Articolo del giorno 16/03/2007 Cronaca di Ancona

L’8 gennaio la seduta fiume del consiglio comunale per riconoscere diritti anche alle coppie gay
Il Registro delle unioni civili divide la maggioranza

ANCONA - E’ stata approvata alle 23 del 9 gennaio scorso dal consiglio comunale dopo cinque ore di discussione, 28 interventi, e una crepa aperta nella maggioranza la mozione Nobili sulla costituzione del registro delle unioni di fatto anche per le coppie omossessuali. Lo scossone a Sturani era arrivato dalla Margherita, che aveva votato contro. I petali del centrosinistra si erano irrigiditi, sostenendo a caldo che in Consiglio “l’Ulivo è stato affossato”. “La maggioranza non è in discussione - aveva precisato il segretario Piergiorgio Carrescia -, ma di sicuro va aperta una riflessione sui metodi di comportamento nell’Ulivo”. Poi la veleta minaccia. “Se qualcuno vorrà invece continuare a forzare la mano il partito valuterà anche l’ipotesi di promuovere un referendum abrogativo”. E quel forzare la mano significava per Carrescia “varare il regolamento senza i principi della legge nazionale. Quali diritti vengono riconosciuti alla famiglia e quali alle coppie di fatto?”. Il voto aveva sollevato reazioni a catena. “E’ il primo passo verso la fine della famiglia”, aveva tuonato l’opposizione di centrodestra. Sferzante anche il presidente del Forum regionale delle associazioni familiari delle Marche Andrea Speciale. “Ha vinto chi si fa beffe della Costituzione, chi vuole precarizzare il rapporto fondamentale per la tenuta del nostro tessuto sociale, chi impone alla città la creazione di un rapporto giuridico parassitario a carico della comunità”. La Curia di Ancona aveva affidato il suo pensiero a una nota del vicario generale don Roberto Peccetti. “Per i credenti e per la Chiesa esiste una unica unione tra uomo e donna che si chiama matrimonio; qualunque altro riconoscimento di unione è da considerarsi una ferita alla naturale unione tra uomo e donna fondata sul matrimonio, come affermato dall’articolo 29 della Costituzione italiana”.

 

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