Marotta e Cesano, il mare come era una volta
Corriere Adriatico: Articolo del giorno 02/08/2007 Regione
Dopo gli angoli di esclusività tra Cattolica e Fano lo scenario costiero che si spalanca sembra un omaggio alle periferie di Pasolini.
Via il superfluo, qui basta un lettino anche vecchio ma comodo. Spiagge libere e garagoi.
Marotta e Cesano, il mare come era una volta
MAROTTA - Nessun costume adamitico. Nessun integralista della tintarella. Nessuno “scandalo” al sole. Neanche un topless. Neppure un bacio. Tra il Canneto e le Piramidi, di prima mattina, c’è solo un braciere di sabbia e ciottoli da cui emerge una vegetazione metallica fatta di ombrelloni e lettini incatenati, lucchettati, imbrigliati e ancorati da funi e sassi. Le “ferramenta” di ponte Milvio? Una bazzecola, in confronto.
Dopo aver visitato gli angoli di esclusività tra Cattolica e Pesaro, scoperto il lusso hi-tech delle spiagge fanesi, lo scenario costiero che si spalanca avvicinandosi a Marotta sembra un omaggio esportato dalle periferie di Pasolini. Vecchi muri propongono vecchissimi eroi. La vegetazione selvaggia, increspata dal vento come la pelle di un animale antidiluviano, divide la strada Nazionale Adriatica Sud dalla spiaggia libera. Temperatura esterna: 35 gradi. L’auto, allora, diventa un’oasi ad aria condizionata che sfreccia tra casermoni travestiti da residence (con tetti che sembrano pinne di squali) e ristoranti-bar-alimentari (dove trovi le lenzuola in offerta vicino alla vetrina dei bomboloni alla crema) che ricordano le atmosfere neorealiste di “Ossessione”, capolavoro di Visconti. Scenari che hanno ispirato Enrico Ruggeri per il suo “Mare d’inverno”. I lucchetti sono quelli con cui molte famiglie delimitano una porzione di arenile in cui il loro ombrellone resterà piantato per tutta l’estate. Chiamatela espropriazione proletaria. Blitz della Guardia costiera permettendo. Sarà l’ora, sarà che dopo le ripetute segnalazioni alla forze dell’ordine negli anni passati l’intimità oggi è venuta a mancare, ma sta di fatto che tra la zona Piramidi (dal nome dell’alveare-residence che spicca a ridosso della spiaggia: peggio di un pugno nell’occhio) e la zona “Canneto” (in onore della vegetazione vigente) non ci sono più nudisti. Gli anni scorsi erano segnalati più qui, che a Formentera. Il Canneto “hard” di Cesano, conosciuta anche come la spiaggia dei gay, è solo un ricordo. Passate le aquile del ponte sul Cesano che saluta la zona sud di Fano, dopo esserci lasciati alla spalle Torrette, Ponte Sasso e Metaurillia dove si trovano decine di camping, sul lungomare Colombo di Marotta la tappa d’obbligo è il Tikal di Emanuela Talè. Piccolo, raccolto ma gagliardo: un chiosco da mare dove servono gli aperitivi, a pranzo e cena, più forniti della zona e dove la notte si tinge di blues in collaborazione con la taverna da Peter. Prossimi appuntamenti: il 5 con uno spettacolo di magia e il 15 con Giovanni Socci White Club. Da queste parti, se non provate i “garagoi” (lumachine di mare col sugo), rischiate di non essere presi sul serio: a poca distanza dal sottopasso ferroviario si trovano i tavoli de “El Garagol” (consigliata la prenotazione), un nome una garanzia. Per i palati fini si segnalano anche il “Puntiron” e il Chiostro dell’Avis di Mondolfo (dove potreste trovare Simona Ventura, uno dei tanti Vip che frequentano il locale). Per dare un ulteriore tocco di mondanità all’estate, a pochi chilometri c’è Miù J’Adore: una delle discoteche più longeve e glamour del centro Italia. Chiedere a Fabrizio Corona, paperon dei paparazzi e recente ospite, per la conferma. Un caso più unico che raro, visto che tra Marotta e la zona nord di Senigallia, Cesano, le coordinate sono altre: tranquillità, spazio, tradizione, parcheggi in buona parte non a pagamento (una rarità, ormai) e prezzi decisamente abbordabili. Un lettino per tutta la domenica? Cinque euro. E pazienza se è ancora quello di legno vecchio stile e per alzarlo o abbassarlo bisogna essere un incrocio tra un ingegnere e un culturista, i vacanzieri risparmiano e gradiscono.
Viene in mente Edward De Bono, massimo teorico del pensiero creativo, che distingue tra pensiero verticale (quello che hanno tutti davanti a un problema) e pensiero laterale (l’invenzione che risolve il problema). Da queste parti hanno avuto il pensiero orizzontale: non possiamo competere con gli stabilimenti che hanno lettini hi-tech? E noi puntiamo su cortesia e prezzi abbordabili. Al resto ci pensa il Comune che ha predisposto tra Mondolfo e Marotta un calendario di spettacoli ed eventi culturali per ogni gusto.
Una volta risalita la Strada Sesta fino al Lungomare Mameli, si trova il già ribattezzato triangolo dei bermuda: Bagni Mille Bolle Blu, la gelateria Il Pinguino (di Marco Paialunga) e il ristorante Baia da Simone. Insieme al residence Duchi della Rovere rappresentano l’unico punto di costa organizzata in mezzo a centinaia e centinaia di metri di arenile libero. “Qui è nato l’evento hawaiano del festival Jamboree. Ho questo stabilimento da 9 anni” spiega Massimo Pierantognetti, titolare anche dei Bagni N 5 che si trovano 500 metri più a sud. Tranquillità e spazio: sembra di stare in un’unica famiglia. Feste con fisarmonica e tornei di beach, party e le Olimpiadi del Mare dove “capita di pedalare in mezzo all’acqua con una bici arrugginita: un misto tra caccia al tesoro e giochi senza frontiere… Da noi c’è la libertà di poter scegliere come stare bene. Magari abbinando degustazioni in collaborazione con l’Enoteca regionale ogni 15 giorni”.
GIANLUCA MURGIA


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