BULLISMO: SCUOLE MARCHE INSICURE PER GAY E LESBICHE LO PENSA 40% RAGAZZI

BULLISMO: SCUOLE MARCHE INSICURE PER GAY E LESBICHE LO PENSA 40% RAGAZZI, INDAGINE CIRCOLO ARCIGAY-ARCILESBICA

da GayNews.it

ANCONA, 30 OTT - Il bullismo c’e’ e rende le scuole poco sicure soprattutto per i ragazzi gay e le lesbiche. Lo testimoniano 2.489 studenti degli istituti superiori delle Marche, interpellati sull’argomento attraverso un questionario, nell’ambito di un’indagine promossa dal Circolo federativo Arcigay e Arcilesbica ‘Caleido’di Ancona.

Dalla ricerca, avviata nel gennaio 2006 e intitolata ‘Bulli in ballo-adolescenti in bilico’, emerge che ben il 45% degli intervistati ritiene l’ambiente scolastico discriminatorio per i gay e il 38% per le ragazze lesbiche, sottolineando di aver assistito spesso ad offese e aggressioni nei confronti di persone omosessuali (41%), di immigrati (31%) e di ragazze (33%). Sia nelle aule sia negli altri spazi scolastici come i corridoi. Il 97% dei ragazzi ha affermato inoltre che i responsabili di condotte simili sono gli studenti stessi.

Illustrata oggi ad Ancona, l’indagine e’ stata pubblicata in un volume (176 pagine) a cura di Cristina Chiari, dell’Universita’ di Parma, Alessandra Fermani e Barbara Pojaghi, dell’Universita’ di Macerata, con il contributo della Regione Marche, della Provincia e del Comune di Macerata, e della Commissione regionale Pari Opportunita’. L’obiettivo e’ offrire alle famiglie e alle istituzioni uno strumento per prevenire e combattere il fenomeno.

A differenza dei ragazzi, le ragazze si dimostrano in genere piu’ comprensive nei confronti della ‘diversita”, anche se non sono esenti da comportamenti discriminatori, per lo piu’ di tipo psicologico, mentre i ragazzi ricorrono piu’ facilmente alla violenza fisica.

Gli studenti interpellati (uno su venti ha dichiarato di essere gay o lesbica e uno su 25 immigrato) hanno ammesso inoltre di non intervenire quasi mai, senza distinzione di genere, quando si trovano di fronte ad atti di bullismo. Aggiungendo anche di essere poco interessati ad approfondire il tema dell’immigrazione, dell’ omosessualita’ e della differenza di genere.

Dall’indagine emerge inoltre che sia da parte degli autori di atti di bullismo che degli altri studenti, non c’e’ la capacita’ di mettersi nei panni di coloro che subiscono una prepotenza. Pur consapevoli della negativita’ del fenomeno, gli studenti sono insomma incapaci di prendere posizione. Anche se appaiono molto suscettibili quando si parla di ‘reputazione’, sia essa negativa o positiva: l’importante per loro e’ che il gruppo dei pari riconosca un valore o un ruolo. Spesso la vittima viene definita ‘uno sfigato’, e affermando che ognuno deve pensare per se”. ‘L’incapacita’ dei giovani di mettersi nei panni di chi e’ piu’ debole e soffre e’ l’effetto dei modelli sociali contemporanei’, ha commentato l’assessore ai servizi sociali della Regione Marche, Marco Amagliani. ‘Non sono trascorsi molti anni - ha aggiunto - ma sembrano molto lontani i tempi in cui i giovani si appassionavano agli ideali di solidarieta’. ‘Siate capaci di sentire come vostra una qualsiasi ingiustizia subita da altri ovunque nel mondo’: lo diceva Che Guevara e forse sarebbe opportuno recuperare il senso di questa frase’.

 

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